CONTESTO

La realtà dei bimbi di strada è la situazione più difficile di povertà e miseria che si può incontrare a Calcutta. I piccoli abbandonati vivono nelle stazioni di Howrah e Sealdah o in strada soli, facile preda di abusi, di sfruttamenti e maltrattamenti, di trafficanti di organi e di schiavi. Sono perlopiù maschi, e ogni giorno per loro è una guerra per la sopravvivenza. Il fatto che le femmine siano in numero inferiore è tristemente spiegabile dal fenomeno del “Genocidio delle Bambine”.

In India ogni anno scompaiono 250 mila bambine (tra i 5 e i 10 milioni negli ultimi 20 anni). L’ultimo censimento fatto da Ministeri della Salute indiani nei 9 stati più popolosi conferma che la mortalità delle bambine nei primi 4 anni di vita è doppia rispetto a quella dei bambini. Il 23 x mille risultano decedute dopo poche settimane di vita e solo il 39% sopravvive nella prima infanzia.

Accanto alle interruzioni di gravidanza mirate di feti femmine c’è infatti la morte per incuria. Nelle famiglie povere è consuetudine che alle bimbe venga dato meno cibo, cure, istruzione e affetto e, davanti alla prospettiva di crescerle, spesso sono abbandonate in strada. La disuguaglianza tra maschi e femmine si mantiene poi per tutta la vita. Il dato attuale è che in India avviene uno stupro ogni 22 minuti: valore sottostimato perché molte vittime non denunciano le violenze subite.

Da questa spaventosa realtà nasce la motivazione a creare una struttura dedicata alle bambine in eta` pre-scolare per dare ad alcune di loro una famiglia amorevole e protettiva che le accompagni verso un futuro più dignitoso attraverso un’ istruzione di qualità e un lavoro; nel pieno rispetto della cultura e delle tradizioni indiane.